Kobe sarà sempre con noi

 In Basket NBA

Ormai è certo che Kobe Bryant è morto. È certo perché nelle prime ore tutto il mondo stentava a crederlo.
Come nel 2016 stentavamo a credere che nonostante 20 anni di carriera, stava lasciando il parquet.

Perché Kobe Bryant è stato così “tanto” da essere presente sempre, in ogni momento della vita di un appassionato di basket, anche se non suo tifoso.
Il primo pensiero che il nostro staff ha avuto è stato “Oltre al dolore, è un peccato. Perché uno come Kobe avrebbe fatto fuori dal campo anche più di quello che ha fatto in campo”.
Non sappiamo cosa altro aggiungere ora, quindi ci affidiamo alle parole della sua lettera d’amore al basket. Dear Basket recita così:

Caro Basket,
sin dal momento in cui ho cominciato ad arrotolare i calzettoni di mio papà e a immaginare canestri decisivi per la vittoria al Great Western Forum, mi è subito stata chiara una cosa: mi ero innamorato di te.
Un amore così grande che ti ho dato tutto me stesso.
Come un bimbo di sei anni, innamorato, non ho mai visto la luce in fondo al tunnel.
Mi vedevo soltanto correre, e così ho corso. Su e giù per ogni campo, rincorrendo ogni pallone per te. Mi hai chiesto il massimo sforzo, così ti ho dato il mio cuore.
Ho giocato quando ero stanco e affaticato, non perché fossero state le sfide a chiamarmi, ma perché TU mi hai chiamato. Ho fatto qualsiasi cosa per TE, perché così fanno le persone quando qualcuno le fa sentire vive (come hai fatto tu con me).
Hai dato a un bimbo di sei anni il sogno di essere un giocatore dei Lakers e ti amerò sempre per questo. Ma non posso amarti in modo ossessivo per molto tempo ancora. Questa stagione è tutto quel che mi rimane da darti.
Il mio cuore può reggere il peso, anche la mia mente, ma il mio corpo sa che è giunto il momento di salutarci. Ma va bene così.
Sono pronto a lasciarti andare. Volevo che tu lo sapessi così potremo assaporare meglio ogni momento che ci rimarrà da gustare insieme.
Le cose belle e quelle brutte. Ci siamo dati l’un l’altro tutto. Ed entrambi sappiamo che, qualsiasi cosa farò, sarò sempre quel bambino con i calzettoni, il cestino della spazzatura nell’angolo e 5 secondi ancora sul cronometro, palla in mano.
5… 4… 3… 2… 1.
Ti amerò sempre.
Tuo Kobe

 

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